Sarah Cappadona

About

Sarah Cappadona nasce nel 1997 a Pordenone e fin da bambina scopre un legame profondo con il disegno e il colore. La sua arte non è una semplice espressione estetica, ma una necessità interiore di comunicare ciò che le parole non possono esprimere. Ogni gesto pittorico è un dialogo intimo tra istinto e riflessione, tra materia e pensiero. Questo approccio viscerale la accompagna durante tutta la sua crescita artistica, trasformando il colore in un linguaggio primitivo e potente.

Un incontro fondamentale nel suo percorso è quello con Alessandra Della Valentina, artista cosmopolita con una ricerca radicata nella spiritualità e nelle culture multietniche. Questa relazione diventa una guida che affina la sua sensibilità e amplia la sua visione dell'arte come strumento di esplorazione interiore. L'influenza di Della Valentina emerge nella tensione tra figurazione e astrazione che caratterizza le opere di Sarah, in cui la forma si dissolve per rivelare significati più profondi.

Dopo aver completato il Liceo Artistico di Treviso, indirizzo Architettura e Ambiente, inizia a presentare il proprio lavoro al pubblico. La sua prima esposizione collettiva è nel 2018 a Conegliano, dove il critico Pierluigi Doro riconosce nella sua pittura un "delicato plasticismo" capace di coniugare corpo e assenza. Questa esperienza segna l'inizio di un percorso di crescita che la porterà a confrontarsi con spazi espositivi sempre più prestigiosi e a definire un linguaggio artistico sempre più maturo.
Nel 2022 alcune sue opere vengono esposte presso la Cavaliere Gallery di Milano, un passaggio cruciale che ne consolida la presenza nel panorama artistico contemporaneo. Qui il suo linguaggio si fa più denso e autentico, esplorando i confini tra visibile e invisibile. Le sue tele diventano luoghi di tensione emotiva, in cui il colore agisce come medium tra l'osservatore e le profondità dell'inconscio. Ogni opera invita chi guarda a un'esperienza sensoriale e simbolica.

Il 2024 rappresenta un anno di svolta con Sine Velum, la sua prima mostra personale presso Universo Factory a Vittorio Veneto. L'esposizione riflette sul concetto del Velo di Maya, esplorando il dualismo tra illusione e realtà attraverso figure sospese tra rivelazione e mistero. Sempre nello stesso anno, viene invitata a esporre al Cantiere Gallery – Treviso Art District, accanto ai vincitori del Laguna Art Prize, inserendosi in un dialogo aperto e radicale con la scena artistica contemporanea.


"Chi ha conosciuto il colore, non può più vedere il mondo allo stesso modo."